STATUTO
Consiglio Direttivo ASSODIS FVG
Trieste, 09 dicembre 2011
La riunione del Consiglio Direttivo si apre, in seconda convocazione, alle ore 15.00 presso lo studio del dott. Da Col nel Distretto 1 di Trieste.
Presenti il presidente Luciano Pletti, il vicepresidente Paolo Da Col, Luisa Massignan, Bruna Mattiussi, Bruna Odasmini, Sandra Blasotti.
All’incontro partecipano diversi altri soci ASSODIS.
1) Il presidente riferisce in merito alle conclusioni del Consiglio Nazionale CARD, tenutosi in ottobre di quest’anno a Monza presso la sede direzionale della Vivisol, ditta che da diversi anni è impegnata nell’home care.
In quell’occasione si è parlato dei futuri impegni congressuali di cui, quello più imminente erano (all’epoca) i congressi interregionali Centro e Nord-Italia. Quest’ultimo si è tenuto in data 11 novembre a Milano, sul tema della sostenibilità, che sarà anche materia del prossimo congresso nazionale CARD di Siracusa in maggio 2012. Al congresso si è avuta una discreta presenza di soci ASSODIS grazie alla formula del viaggio di gruppo in pullman, insieme con i colleghi del Veneto.
Il Consiglio Nazionale ha anche approvato l’avvio dei lavori della conferenza biennale sulle cure domiciliari, che si terrà alternativamente al congresso nazionale, in maggio di ogni anno, a Roma, con l’intenzione di proseguire sulla spinta della positiva esperienza del congresso nazionale di quest’anno.
La pianificazione dei lavoro della conferenza è stata affidata alla nostra associazione regionale che avrà il ruolo di capofila di un gruppo di regioni (Liguria e Basilicata). Si dovrà stilare una bozza di piano di lavoro da condividere con gli altri e con il Comitato Tecnico Scientifico di CARD, per poi mettere progressivamente a punto il programma nel corso di una serie di incontri interregionali con gli altri referenti e con l’eventuale collaborazione di alcuni partner privati impegnati sul versante delle cure domiciliari (nell’home care, telemedicina, ecc.). potranno essere reperite inoltre altre collaborazioni scientifiche al di là dell’attuale CTS CARD.
2) Si introduce anche il tema della formazione per i distretti illustrando la bozza di programma di eventi formativi residenziali itineranti da svolgersi con il supporto (provider) dell’Area di Formazione Aziendale dell’ASS5, come è avvenuto efficacemente nel 2010. I temi saranno quelli che ci vedranno impegnati anche nella predisposizione della pianificazione sociosanitaria 2013-2015 (PdZ/PAL): la valutazione MD, il case manager, il progetto personalizzato, la presa in carico, ecc. con l’ambizione di raggiungere un consenso sui significati e sui concetti, tale da consentire successivi confronti sui risultati ottenuti, a prescindere dai modelli organizzativi. I temi andranno comunque affrontati facendo base sull’esperienza maturata fino ad oggi dai distretti, cercando uno scambio costruttivo nella risposta alla domanda di partenza: che cosa abbiamo capito del lavoro territoriale?
Accanto a questo programma, che coinvolgerebbe operatori della dirigenza e del comparto, fino ad un massimo di 70 persone (sarà necessario che i distretti che offrono ospitalità alle giornate di formazione abbiano luogo in sedi idonee dal punto di vista della sicurezza), si è aperta l’opportunità di un corso per dirigenti di distretto organizzata dall’associazione del Veneto (capofila l’ASS n.10 di S. Donà di Piave) di cui ci è stata data recentemente comunicazione.
3) Il progetto ministeriale “mattone internazionale”, nell’ambito del quale si è svolta anche l’incontro della mattinata sulle cure domiciliari di Trieste, presso la sede della Regione, offre l’opportunità di concorrere a dei progetti europei, presentati dalle regioni o dalle aziende, di formazione finalizzata a promuovere la cooperazione internazionale (“portare in Europa la sanità delle Regioni e l’Europa nelle Regioni”). Di un tanto è stata data già informazioni ai consiglieri in un recente scambio di posta elettronica attivato dal presidente (vedi schema allegato). Già dal 12 dicembre si apre lo sportello per il recepimento dei progetti informativi e formativi regionali. Si aprirebbe un’interessante opportunità di rafforzare con appositi finanziamenti l’impegno formativo che la nostra associazione intende intraprendere.
4) infine si affronta l’argomento del rinnovo delle cariche associative, che dovrà avvenire mediante elezione in occasione dell’Assemblea Generale dei soci nel corso del 2012 (ogni tre anni). Il presidente invita fin d’ora i consiglieri a farsi parte attiva per reclutare candidati (vecchi e nuovi) disposti ad impegnarsi nell’attività associativa che si profila intensa, ma molto stimolante anche grazie al grande coinvolgimento di tutte le associazioni nelle attività culturali e scientifiche nazionale che contraddistinguono lo stile della nuova presidenza CARD
A conclusione dell’intervento del Presidente si svolge un breve ma intenso confronto tra i presenti sui temi di attualità (riforma regionale, ecc.), cui partecipa quale ospite invitato il dott. Rotelli, già Direttore Generale dell’ASS n.1 “Triestina”. La sua esperienza e il suo punto di vista quale Direttore dell’unica Azienda territoriale “pura” del FVG (prima della più recente esperienza dell’ASS6) è parsa molto utile per aprire un dibattito sull’argomento che è da tempo in primo piano nelle sanità regionale e che tocca direttamente il mondo dei servizi territoriali e dei distretti in particolare.
La questione centrale posta in discussione è quali benefici, quali miglioramenti per la salute (oltre che per le casse della Regione) si possono attendere dall’azienda unica, dalla La maggior parte dei presenti condivide la preoccupazione che la concentrazione delle funzioni direzionali (sia di azienda che di distretto) comporti un allontanamento dai problemi dei cittadini ed una deriva verso modelli gestionali burocratico-amministrativi finalizzati più al controllo dei costi che al raggiungimento di obiettivi di salute, nulla incidendo sulla redistribuzione degli investimenti fra cure specialistiche (soprattutto ospedaliere) e cure primarie (territorio). Il tutto in contrasto con i più aggiornati indirizzi di health policy che spingono a rivolgere l’attenzione sulla gestione organizzata e proattiva delle malattie croniche, sullo sviluppo di sistemi di protezione sociale integrata che favoriscano la permanenza a domicilio, sugli interventi trasversali a diversi ambiti non sanitari (ambiente, lavoro, istruzione) che sono riconosciuti determinanti della salute. La funzione prevalente di committenza, che pare attribuita al nuovo distretto “forte”, fa temere il riemergere di una visione del decisore politico favorevole alla privatizzazione “secca” (esternalizzazione) delle principali linee produttive dell’attuale offerta di servizi distrettuali, anziché allo sviluppo di forme di cogestione in parternariato pubblico-privato con soggetti attivi a livello locale, che si affiancano senza sostituirsi ai servizi pubblici resi, valorizzando e mettendo ad ulteriore frutto il prezioso know how sviluppato dagli operatori dei distretti in questi anni.
Non mancano però fra i dirigenti dei distretti aspettative di miglioramento dalla riorganizzazione dei distretti in strutture più ampie, con più competenze e poteri, che afferiscano ad un’unica direzione strategica e, in questo caso forse preferibilmente regionale che di area vasta. Aspettative anche corroborate dalla previsione che una azienda territoriale senza ospedali sia più orientata ad investire nel tanto auspicato miglioramento e potenziamento delle cure primarie. Anche per questo c’è interesse per conoscere l’esperienza di chi è stato per diversi anni alla direzione di un’azienda sanitaria che è stata molto impegnata nello sviluppo delle Strutture Territoriali dei Distretti e dei Dipartimenti
Relativamente alle intenzioni dichiarate di perseguire una ridistribuzione di risorse e di omogeneizzazione dell’offerta nei diversi territori regionali, in grazia della unificazione, viene espressa dal dott. Rotelli una forte perplessità, ritenendo che l’accesso alle cure rimarrebbe ugualmente differenziato in ragione delle differenze demografiche, orografiche, culturali, di viabilità, di trasferibilità delle persone fragili. Non tutti i presenti condividono tale considerazione e sull’argomento si sviluppa un intenso confronto. E’ invece generale la convinzione che l’altro beneficio atteso dal Governo Regionale: la riduzione dei costi dell’organizzazione; non sia, come già illustrato in precedenza, affatto scontato, ma a rischio di gravi disfunzioni (come nell’esperienza praticamente fallita del Dipartimento regionale dei Servizi Condivisi).
Nel corso dell’incontro, il contributo del dott. Rotelli si è sviluppato in particolare su alcuni temi correlati al programma di riordino del SSR, sui quali ha offerto ai presenti le proprie opinioni e la personale valutazione critica, che qui viene sinteticamente riassunta per punti :
il settore dell’acuzie continua a ricevere più attenzione, a discapito della vera emergenza ed epidemia montante, la cronicità;
l’attuale area vasta funziona poco; l’ospedale continua a prevalere sul territorio; l’equilibrio attuale ospedale-territorio non è più sostenibile; l’ospedale deve liberarsi di ciò che impropriamente sta facendo, deve respirare, cedere risorse; se il tema centrale sono le cure a lungo termine, queste per loro natura e definizione non potranno mai giacere in ospedale;
per essere efficace ed efficiente un’organizzazione di servizi territoriali deve essere orizzontale, non centralizzata, ricca di livelli di responsabilità e relazioni; la centralizzazione in tal senso non può funzionare, mentre solo la delega delle responsabilità può assicurare prossimità tra utente ed operatore, ma anche collaborazione stretta tra operatore ed operatore;
continua a non essere chiarito un nodo centrale: i confini di attività dell’ospedale e del territorio; cosa compete all’uno e all’altro? Non si è mai data risposta in questa regione; in una logica esasperata di divisione, con aziende così separate, quale continuità può essere garantita al paziente?
Se l’obiettivo dell’azienda unica è l’omogeneità territoriale, risposte differenziate non significano automaticamente e certamente risposte inique. La questione del riequilibrio finanziario è cosa diversa dall’azienda unica, che non è chiaro su cosa e come debba incidere: sulla la spesa? Sulle risorse umane (ma come mai, a fronte dei “temuti” 20.000 dipendenti del SSR non si è mai provveduto a contare la moltitudine di gente che opera, pur con altri datori di lavoro, in totale dipendenza dal SSR)? Sul livello di governo del sistema? Sulla salute? Sull’equità? Sull’uniformità?
Altri dubbi sussistono su quale rapporto potrà mai instaurarsi tra una Azienda unica e tre ospedaliere; sul livello di interlocuzione tra i 4 direttori generali; su cosa si vuole dal territorio, che sembra si voglia non far erogare, ma soprattutto comprare e pagare servizi resi da altri. Si afferma : “troppi amministrativi” (che certamente è possibile concentrare in alcune funzioni accorpate quali previdenza, acquisti, ecc), ma si è pensato a quanti ne serviranno per rifare gli atti aziendali, le organizzazioni, in quali luoghi collocare questi uffici? Quanti anni di tavoli sindacali solo per redigere questi nuovi atti aziendali?
Il problema vero è quello della credibilità politica: con la Giunta Illy il pilastro era la Legge 328 ed il reddito di base, fondamento di un nuovo welfare con un minimo vitale, perno dell’impalcatura per costruire un welfare comunitario e proattivo; così il cuore del sistema era chiaro e sarebbe stata tollerabile anche l’idea (del resto emersa) dell’azienda unica; la strada ora è quella di cancellare la sanità del territorio, trasformandola in un ente che acquista, semplifica e risolve d’ufficio; la semplificazione così concepita equivale a privatizzazione, e corrisponde ad una semplificazione prima di tutto culturale.
Il Dott. Rotelli viene ringraziato dai presenti per l’interessante contributo alla discussione e lascia il Consiglio che prosegue fino alle 16.30 e che si conclude con unanime decisione di procedere con altri incontri di approfondimento su questi nodi principali .
riduzione del numero dei distretti e dalla separazione degli ospedali di rete dai servizi territoriali?
In generale, in tutti gli interventi che si sono susseguiti si è posto l’accento sul fatto che questa ipotesi di riforma non è stata accompagnata da espliciti obiettivi e propositi, anche se implicitamente sembra esserci interesse prevalente verso il contenimento dei costi. Si è appreso che in alcune importanti sedi istituzionali è stata avanzata l’ipotesi che il distretto dovrebbe diventare una sorta di mini-azienda, apparentemente molto più concentrata sugli aspetti gestionali di committenza, che su quelli di conduzione organizzativa di “produzione” clinico-assistenziale. Dall’esperienza dei presenti, vissuta in tutti questi anni, questa ipotesi suscita forti dubbi, inattuabile senza un’importante assegnazione di risorse per la strutturazione di organismi direzionali solidi ed “equipaggiati” per l’assunzione efficace delle funzioni che a questo nuovo distretto verrebbero assegnate. Ma così probabilmente verrebbe meno il risparmio atteso dalla riduzione degli apparati direzionali delle aziende territoriali attuali.
Consiglio Direttivo ASSODIS FVG
Palmanova, 26 novembre 2010
VERBALE ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI DI ASSODIS FRIULI VENEZIA GIULIA.
In data odierna l’Assemblea ordinaria dei soci, a maggioranza dei voti dei presenti, ha approvato le seguenti modifiche dello statuto dell’associazione:
all’art. 3 - Consiglio Direttivo,
- dopo le parole “è legalmente costituito con la presenza di almeno 10 componenti” si aggiungono “in prima convocazione, mentre in seconda convocazione è costituito dai consiglieri presenti a prescindere dal loro numero”;
- le parole “i componenti del Consiglio Direttivo restano in carica due anni e sono rieleggibili” sono sostituite con “i componenti del Consiglio Direttivo restano in carica tre anni e sono rieleggibili.” e seguite dalle parole “in caso di dimissioni, e fino allo svolgimento delle successive elezioni, possono essere sostituiti da soci nominati dal Consiglio Direttivo, mediante approvazione con maggioranza dei voti, con preferenza per i soci operanti presso la stessa Azienda Sanitaria di appartenenza del socio dimissionario.”;
all’art. 5 (norme transitorie e finali),
Palmanova, 29 settembre 2010
Consiglio Direttivo ASSODIS FVG
VERBALE di seduta
Presenti:
i consiglieri Ranieri Paier, Daniela Richichi, Anna Furlan, Luisa Massignan,
Il tesoriere Lucio Bomben
Il presidente Luciano Pletti
Presenti come uditori i direttori di distretto: Bruna Mattiussi, Fulvia Loik
Il presidente apre la seduta alle ore 17.30 salutando i presenti e consegnando loro alcuni gadget del congresso nazionale di Padova, Si passa quindi ad affrontare i temi all’ordine del giorno.
1) Si inizia con la comunicazione degli esiti dell’ultimo Consiglio nazionale CARD, tenutosi il 15 settembre a Padova, nel corso del quale si sono svolte le elezioni per il rinnovo degli organi associativi. Il nuovo presidente eletto è il Dott. Gilberto Gentili (presidente associazione CARD Marche); i due nuovi vicepresidenti sono: il dott. Antonino Trimarchi, per il gruppo del Nord Italia (presidente Associazione RD Veneto), e il dott. Anselmo Madeddu, per il gruppo del Sud Italia (presidente dell’associazione CARD Sicilia). Nel ruolo di segretario è stata confermata la dott.ssa Gianfranca Testa (presidente associazione CARD Molise) e per le funzioni di tesoriere il dott. Saverio Di Ciommo (presidente associuazione CARD Emilia Romagna). Il presedente uscente, Dott. Rosario Mete, ai sensi del nuovo statuto approvato in occasione della stessa seduta, riceve la nomina di presidente onorario. Gli viene affidato il compito di seguire alcuni progetti nazionali già avviati da CARD in collaborazione con AGENAS e CARGAS Bocconi. Il consiglio infine saluta e ringrazia il dott. Giancarlo Marchionna che lascia il consiglio per cessazione della funzione di direttore di distretto (Terni), invitandolo comunque a mantenere un rapporto di collaborazione attiva nell’ambito delle attività scientifiche della confederazione.
A conclusione della seduta del Consiglio nazionale, in accordo agli indirizzi programmatici del nuovo presidente, si è concordata, con parere unanime, l’apertura della confederazione CARD a tutte le professioni presenti nei distretti. Le associazioni regionali, che sono comunque sovrane nella decisione di adeguarsi a tele indirizzo, sono state invitate a fare riferimento alla nostra associazione e a quella della provincia di Trento, che si sono ab initio caratterizzate per la partecipazione di tutte le professioni. Siamo stati invitati a mettere a disposizione il testo del nostro statuto. Ciò rappresenta per noi un motivo di grande soddisfazione essendo stati precursori di una politica multiprofessionale oggi riconosciuta da tutta la confederazione come condizione necessaria per lo sviluppo e la valorizzazione dell’attività di una associazione scientifica dei distretti. Anche all’interno del Comitato Scientifico CARD è stato deciso dal Consiglio Nazionale di inserire personalità di spicco nel panorama scientifico italiano, rappresentative delle aree professionalità più impegnate nelle organizzazioni sanitarie del territorio, come gli infermieri.
Riguardo gli impegni scientifici in programma per il futuro, il consiglio ha deciso di stabilire un periodo di calendario fisso per il congresso nazionale, in modo che l’evento venga ad assumere la caratteristica di appuntamento annuale consolidato, analogamente a quanto avviene già per altre associazioni nazionali (esempio SiTI): si opta per il mese di maggio. Per questo motivo si è considerato che non c’è tempo sufficiente per organizzare un congresso CARD nel 2011 (la sede sarà in Sicilia), ma si ritiene opportuno mantenere un’occasione di incontro scientifico nazionale, ancorchè più snella (un giorno e mezzo) da effettuare a Roma o nelle Marche. Il tema deciso per questo appuntamento è “le cure domiciliari tra utopia e quotidiano; un percorso evolutivo di professionisti e cittadini verso una civiltà del prendersi cura”.
Il Consiglio ASSODIS concorda che il tema può consentire una significativa e qualificata presentazione delle esperienze maturate su questo tema nei nostri distretti e quindi tutti sono sollecitati ad attivarsi da subito per preparare proposte di relazione per quell’evento (maggio 2011).
Per quanto attiene il prossimo convegno interregionale del Nord-Italia si pensa ad un appuntamento da organizzare in Lombardia o in Piemonte, probabilmente sul tema della formazione degli operatori dei distretti (ma siamo ancora alle prime proposte).
2) Il presidente prosegue illustrando i risultati del recente congresso nazionale CARD di Padova, che a detta di tutti coloro che vi hanno partecipato è stato di alto livello culturale, denotando una evoluzione nei contenuti e nella modalità di presentazione della maggior parte delle relazioni e comunicazioni in programma. Giudicata ottima inoltre la partecipazione dell’associazione della nostra regione, sia per il numero degli iscritti che per la qualità dei lavori presentati.
3) Si osserva che, ancora una volta, la partecipazione dei consiglieri ai lavori della seduta risulta minima, nonostante i reiterati appelli per posta elettronica, a cui purtroppo è stata dato riscontro, ancorché negativo (impossibilità a partecipare) solo da una parte dei componenti. Alcuni soci non danno segno di se’ da diverso tempo e pertanto sono invitati a comunicare le proprie intenzioni riguardo la prosecuzione dell’impegno assunto con la nomina elettiva.
Si prende atto inoltre della cessazione della carica di consigliere, del dott. Beppino Miani, per pensionamento dal servizio. Nei suoi riguardi il Consiglio esprime un sentito apprezzamento per l’impegno espresso nell’attività dell’associazione e gli rivolge i migliori auguri per una serena ed attiva vita da persona libera da impegni lavorativi.
Anche alla luce di questo evento, si condivide l’opportunità di una modifica dello statuto dell’associazione per consentire che i membri del consiglio che cessano, o si vogliano ritirare per le più varie motivazioni, possano essere sostituiti anche da operatori non eletti in sede di assemblea nazionale (elezioni triennali per il rinnovo degli organi associativi), ma proposti dai consiglieri delle aree aziendali in cui si verifica la carenza e nominati quindi dal consiglio direttivo. Ciò andrà proposto, discusso ed eventualmente approvato con votazione in occasione della prossima assemblea associativa che si programma per l’ultimo periodo dell’anno in abbinamento ad un evento formativo. In quell’occasione si ritiene doveroso proporre anche un aumento della quota associativa, portandola a 30 euro per i soci appartenenti all’area della dirigenza (le quote di iscrizione della altre associazioni regionali sono nettamente più consistenti da tempo), mentre per il comparto si ritiene opportuno mantenere la quota di 20 euro.
4) si affronta l’argomento relativo al tema, alla sede, data e contenuti del convegno associativo, in precedenza ipotizzato per il mese di ottobre. In occasione dell’assemblea di Duino si era ritenuto di trattare il tema dell’assistenza a domicilio delle persone afflitte da gravi disabilità derivanti da patologie degenerative neurologiche, con una particolare attenzione al caso della SLA.
Dopo una prolungata discussione si concorda di effettuare un evento “agile”, con al centro esperienze “vissute” che, come già sperimentato in precedenti occasioni, riescono a suscitare un vivo interesse e coinvolgimento dell’uditorio e offrono ai nostri operatori l’occasione di rappresentare degnamente le proprie migliori esperienze di lavoro. Si pensa pertanto ad un pomeriggio, a Palmanova (auditorium S. Marco), tra la fine novembre e i primi di dicembre. Sarà incentrato sul tema dell’assistenza domiciliare alle persone affette da Sclerosi laterale Amiotrofica (SLA), che rappresenta un problema in sensibile aumento, caratterizzato da un notevole impatto sulle famiglie e sui servizi per le problematicità multidimensionali che determina, richiedendo progetti personalizzati ben strutturati ed articolati, di lunga durata, con forte sollecitazione delle capacità di integrazione e di attivazione dei percorsi di continuità fra cure primarie e i settings di cura specialistici. Per questo si cerca di delineare un programma che tocchi sia gli aspetti medico specialistici, sia quelli riabilitativi che assistenziali, non trascurando il punto di vista ed il vissuto del malati e dei loro familiari.
Il titolo proposto è “la S.L.A. tra bisogni esistenziali e prospettive assistenziali”, in orario pomeridiano. Su proposta del consigliere Paier si pensa di far intervenire un cantautore emiliano, colpito dalla malattia (Gianluca Facelli), per un intermezzo fra le presentazioni e gli interventi. Il programma inizierebbe su una serie casi (in linea orientativa non più di tre) presentati da operatori di diversi distretti della regione (possibilmente con relatori di diversa estrazione professionale: fisioterapisti, infermieri, assistenti sociali, medici, altro), seguiti da un intervento di un neurologo ed un fisioterapista di struttura specialistica (si pensa all’Istituto “Gervasutta”) e di una rappresentanza dell’associazione AISLA (la presidentessa e/o un familiare di malato SLA), stabilendo un opportuno spazio per un dibattito in conclusione del pomeriggio.
5) infine fra le varie, si sottolinea l’importanza di sollecitare i soci ad accedere ai siti CARD dove sono pubblicate le riviste della Confederazione (CARD news e Notiziario CARD), nonché a proporre qualche articolo informativo da parte dei nostri distretti, per mantenere alta la presenza delle nostre esperienze regionali (come già si è ben riusciti a fare nel corso del congresso di Padova).
La seduta si chiude alle ore 19.30.