ASSODIS FVG


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Incontri e Convegni 2010

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Analisi e confronto sulle pratiche di assistenza domiciliare nei distretti delle aziende sanitarie regionali.

NOTA INTRODUTTIVA A CURA DI ASSODIS – 31 MARZO 2010

Quando alcuni mesi fa ad ASSODIS fu proposto di organizzare un evento formativo satellite a DOMUS PERSONA l’adesione fu immediata e convinta. Da subito pensammo che una rassegna di ciò che viene fatto in tema di cure ed assistenza domiciliare nei 20 Distretti ed Ambiti regionali costituiva un’occasione che da tempo non si presentava.

DOMUS PERSONA rappresenta infatti una straordinaria occasione per portare alla ribalta il tema del “continuare a vivere casa anche quando….. anche se……”.
Si prospetta come una grande occasione

  • per le persone e le famiglie che vivono situazioni di difficoltà, di ogni genere, nel riuscire a rimanere nel proprio luogo di affetti, di abitudini, di legami
  • per gli operatori del territorio, che hanno bisogno di sentirsi tangibilmente circondati dal consenso di tutti nella convinzione che la casa rappresenta sempre e comunque il miglior luogo di vita possibile, anche quando l’autonomia delle persone non è più totale, anche se le condizioni abitative e di contesto, le circostanze appaiono o sono sfavorevoli
  • per l’opinione pubblica ed i media, che troppo spesso danno invece risonanza a ciò che va in direzione opposta, dando enfasi all’inevitabilità o addirittura all’opportunità di ricorrere al ricovero in istituzioni di assistenza, senza mettere il luce che ciò spesso rappresenta una rinuncia od una sconfitta della libertà
  • per le amministrazioni, i decisori politici, che potranno rendersi conto delle reali possibilità offerte oggi dall’innovazione tecnologica e strumentale, dalla nuova edilizia, dall’organizzazione innovativa dei servizi per allargare la cerchia di coloro che, pur trovandosi in situazioni di ridotta capacità di vivere a casa, anche se da soli, vogliono proseguire una vita indipendente e protetta
  • PER TUTTI : la qualità della vita nei nostri anziani dipende da noi; non perdiamo volontà, tenacia, determinazione per pensare ed agire che “fare di più e meglio si può”.


La giornata nasce all’insegna della spontaneità e della massima libertà. Gli interventi saranno essenzialmente delle narrazioni di esperienze, di riflessioni derivate da un lavoro che sappiamo essere appassionato ed appassionante. Tutti convergeranno nel dimostrare che molte iniziative sono in corso, che spesso la realtà è più avanzata di quanto ci si aspetta. Siamo lieti di aver creato per gli operatori un’opportunità di confronto e conoscenza, di approfondimento, di riflessione ed incontro.

In ogni distretto del FVG esiste oggi un servizio strutturato di assistenza domiciliare, pur dotato di differenti risorse e modalità organizzative, che rappresenta forse la più rilevante novità dei servizi sanitari del FVG degli ultimi 15 anni.
Ragionare concretamente sull’assistenza domiciliare richiede di richiamare all’attenzione alcuni semplici dati dello scenario degli ultimi 15-20 anni :

  • mutamenti demografici: oggi circa un abitante su 4 è ultra65enne; ma più rilevante è osservare che nei soli ultimi 15 anni si è passati da 65.000 a 85.000 ultra80enni, che in una città come Trieste sono ormai 20,000. Rapidamente, tra pochi anni, il 10% della popolazione generale avrà superato la soglia degli 80 anni. Intuitive le conseguenze sulla possibile prevalenza di persone in condizioni di ridotta autonomia e di gradi anche importanti di disabilità. Prima tra tutte, il numero di persone affette da deficit cognitivo, che le stime attuali configurano tra il 20 ed il 30% dei soggetti della quarta età.
  • Cambiamenti organizzativi nell’assistenza : gli ospedali hanno dimezzato la propria capacità ricettiva (da 10.000 a 5.000 posti letto), il tasso di ospedalizzazione si è ridotto in modo consistente; i posti nelle residenze sono raddoppiati (da 5.000 a 10.000); si calcola che 10.000 siano le “badanti” nella sola Trieste. Molti più grandi anziani vivono quindi “nel territorio”, con impegno delle famiglie (anche economici) sempre più rilevanti. Come fare per aumentare la possibilità di rimanere a casa propria ?
  • Servizi e contributi economici pubblici non si sono discostati di molto da tradizionali presupposti che non favoriscono questo obiettivo : stentano a consolidarsi, per carenze di risorse, servizi sanitari tarati effettivamente e robustamente sulle 24 ore, 7 giorni su 7 e servizi di assistenza sociale quantomeno sulle 12 ore. I fondi sociali assegnati alle pratiche di assistenza residenziale superano di gran lunga quelli per la domiciliarità (il doppio, all’incirca). Il tutto, ovvero insufficienti servizi e squilibrio nei contributi tra i due settori, rende spesso poco attraente o praticabile per le famiglie il mantenimento del proprio congiunto a casa.
  • Clima culturale : è orientato ancora troppo verso la decisione del ricovero “in casa di riposo” protettivo, cautelativo, considerato inevitabile o perfino erroneamente opportuno; verso una disattenzione al tema della salvaguardia delle preferenze di un soggetto debole; della sua dignità e libertà; del suo potere decisionale.


Se oggi anche solo poche persone dell’aula torneranno a casa convinte che “RESTARE A CASA SI PUO’, anche se….. anche quando…. tutto sembra renderlo impossibile“ , il successo sarà pieno.

Oggi sarà a tutti reso visibile che in tutte le zone della Regione esistono professionisti di valore per le cure e l’assistenza domiciliare. Per non sentirsi soli, abbandonati, costretti a rinunciare agli affetti delle proprie cose e luoghi di vita.


PER ASSODIS : Paolo Da Col , Luciano Pletti

DOWNLOAD RELAZIONI:

  • Analisi e confronto sulla pratiche di assistenza domiciliare nei distretti delle aziende sanitarie regionali ( ASS5) ( ASS6)

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Aggiornato il 12 gen 2012

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